Inaugurazione Anno Accademico 2023-2024 della SAF: Lectio Magistralis del Dott. Andrea De Pasquale

Il 30 novembre, alle ore 10.00, nella sala conferenze “Maria Clara Lilli Di Franco”, l’Istituto Centrale per la Patologia degli Archivi e del Libro apre ufficialmente l’anno accademico 2023-2024 della Scuola di Alta Formazione e Studio (SAF).

Per l’occasione è prevista la Lectio Magistralis del Dott. Andrea De Pasquale, Direttore Generale DGERIC, dal titolo “Il libro come prodotto materiale: i fondamenti della bibliologia”.

 

Andrea De Pasquale – Ministero della cultura (MIC), Direttore Generale della Direzione Generale Educazione, Ricerca ed Istituti Culturali
Laureato in Lettere Classiche, diplomato in Archivistica, paleografia e diplomatica, consegue il dottorato di ricerca presso la parigina École Pratique des Hautes Études. Da dirigente del MIC ha guidato diverse istituzioni bibliotecarie e archivistiche, da ultimo l’Archivio Centrale dello Stato. Studioso di fama, relatore in svariati convegni e autore di volumi aventi ad oggetto la storia delle biblioteche e degli archivi, tra i progetti da lui seguiti ricordiamo il recupero della biblioteca e dell’archivio di Italo Calvino dalla casa romana e la ricostruzione degli ambienti di questa presso la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma.

Online la mappa degli alberi e degli arbusti presenti nel giardino storico dell’ICPAL

Dagli splendidi esemplari di Araucaria e Bambù, passando per roseti ed arbusti, svelando la varietà delle specie vegetali arboree ed erbacee: è il giardino storico dell’Istituto Centrale per la Patologia degli Archivi e del Libro (ICPAL). Questo angolo di verde nel cuore di Roma da oggi è accessibile a tutti grazie alla piattaforma web SYSTUS.

Il progetto, promosso dalla Direzione dell’Istituto in collaborazione con Fagus Lab S.r.l., ha visto la realizzazione di un censimento e di una mappatura online degli arbusti e delle alberature presenti nel giardino storico. Un tour, corredato da immagini, una geo-localizzazione e un profilo descrittivo, permetterà ai visitatori virtuali di conoscere ed apprezzare il verde che circonda l’ICPAL.

La mappa è disponibile al seguente link: giardino storico

Bando docenti esterni al MIC a.a. 2023-2024

Per l’anno accademico 2023-2024 sono stati pubblicati due avvisi di selezione per il personale esterno al  MIC (decreto 33 per le materie teoriche e decreto 34 per le discipline tecniche di restauro).

Scadenza di presentazione domande: 13 novembre 2023.

Contatti: Segreteria didattica SAF

Download disponibili:

Decreto 33 per le materie teoriche

Bando Docenti a.a. 2023-2024
Allegato 1
Allegato 2
Allegato 3 domanda: Formato doc / Formato pdf
Allegato 4 programma: Formato doc / Formato pdf
Allegato 5 dichiarazione: Formato doc / Formato pdf

 

Decreto 34 per le discipline tecniche di restauro

Bando Docenti a.a. 2023-2024
Allegato 1
Allegato 2
Allegato 3 domanda: Formato doc / Formato pdf
Allegato 4 programma: Formato doc / Formato pdf
Allegato 5 dichiarazione: Formato doc / Formato pdf

Esiti della selezione docenti MiC a.a. 2023-2024

In riferimento ai decreti direttoriali n. 20 e n. 21 del 13 luglio 2023, si pubblicano gli esiti della selezione riservata prioritariamente al personale dell’Istituto Centrale per la Patologia degli Archivi e del Libro e, in seconda istanza, al restante personale del Ministero della Cultura, per il conferimento di incarichi di docenza presso il Corso di Diploma di durata quinquennale in Restauro equiparato alla Laurea in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali (LMR/02) e abilitante alla professione di Restauratore di Beni Culturali per il Percorso Formativo Professionalizzante (PFP) n. 5 nella sede della Scuola di Alta Formazione e Studio presso l’ICPAL. Anno Accademico 2023-2024.

  1. Esito bando docenti Mic aa 2023_2024. Decreto di pubblicazione
  2. Allegato 1_assegnazioni_insegnamenti_teorici
  3. Allegato 2_assegnazioni_discipline_tecniche_restauro

Centro di fotoriproduzione legatoria e restauro degli Archivi di stato

Il Centro di fotoriproduzione legatoria e restauro degli Archivi di stato (CFLR) viene istituito nel 1963 in base alla legge sugli Archivi (D.P.R. 30 settembre 1963, n.1409), con compiti di ricerca, studio e sperimentazione nel campo della conservazione e del recupero dei documenti archivistici e di addestramento del personale tecnico (archivisti, restauratori e fotografi in servizio presso gli Archivi di Stato).

Il CFLR ha rappresentato un punto di riferimento e di risposta alle mille problematiche che la conservazione diretta e indiretta dei documenti comporta. Il patrimonio documentario sottoposto all’attività del Centro comprende documenti su qualsiasi supporto: pergamene, carte, sigilli, fotografie, formati digitali, ecc.

Nell’ambito dell’attività primaria del Centro – il restauro e la conservazione dei beni archivistici – si segnalano gli interventi più recenti e significativi. In primo luogo l’intervento effettuato sul più antico documento su carta conservato in Europa (a. 1109) Il mandato della contessa Adelasia conservato presso l’Archivio di Stato di Palermo. Attraverso la sinergica collaborazione dei Laboratori di chimica, biologia e restauro e un approfondito studio del documento e delle sue componenti materiche, l’intervento diretto di restauro ha consentito il recupero di parti di testo che risultavano compresse e nascoste nelle ondulazioni e pieghe.

Il Centro ha restaurato importanti documenti provenienti dal Museo Garibaldino di Caprera, nell’ambito delle celebrazioni del bicentenario della nascita dell’Eroe dei due mondi; parte di questo materiale è stato esposto in occasione della mostra Garibaldi salvato presso la sede dell’ICPAL.

A questo si aggiungono altri interventi di eccellenza: il recupero di diciannove codici latini miniati, in pergamena e di altri preziosi documenti su supporto cartaceo, grazie alla costante consulenza fornita all’Archivio dello Studium Biblicum di Gerusalemme; il restauro della preziosa documentazione relativa ai processi del Santo Uffizio realizzato per la Congregazione alla Dottrina della Fede.

Altro significativo ambito di ricerca è lo studio di particolari metodiche differenziate per il restauro di “lucidi”, di cui tutti gli istituti archivistici sono forniti. Le carte da lucido, materiale che non nasce per la lunga conservazione, rappresentano molto spesso l’unica documentazione disponibile per gli studiosi dell’architettura moderna.

Per quanto riguarda la partecipazione a progetti internazionali, il Centro ha svolto il ruolo di partner italiano nel progetto TAPE (Training for audiovisual preservation in Europe) ed ha acquisito l’incarico di consulente del Museo dell’Immagine e del Suono di San Paolo in Brasile.

Sul versante della formazione si ricordano alcuni tra i progetti più significativi: il seminario sul restauro meccanico (leaf-casting) organizzato in Argentina per l’Istituto latino americano; il training di formazione per restauratori nato dall’iniziativa dell’Unesco, organizzato per la Biblioteca di Alessandria d’Egitto; la partecipazione al progetto di restauro della preziosa collezione dei rotoli del Mar Morto di concerto con Israel Antiquities Authority di Gerusalemme.

Istituto Centrale di Patologia del libro

L’Istituto centrale di patologia del libro è nato nel 1938 su progetto di Alfonso Gallo con la finalità di coniugare lo studio del libro dal punto di vista storico e delle sue componenti materiali con le discipline scientifiche.

Sin dalle origini l’impegno dell’Istituto consiste essenzialmente nella ricerca e nell’alta formazione finalizzate alla conoscenza, conservazione e restauro dei materiali librari conservati nelle biblioteche italiane. Nel 1975 (con la legge 805/1975) viene inserito tra gli Istituti centrali del neo Ministero per i Beni Culturali e Ambientali.

Unico nel suo ambito, nel corso degli anni l’Istituto ha accumulato un immenso patrimonio di conoscenze, competenze e abilità, che gli hanno permesso di divenire un punto di riferimento internazionale e un modello istituzionale cui ispirarsi.

Con la consapevolezza che la conservazione e il restauro riguardano la componente materiale dei beni culturali, per oltre mezzo secolo presso l’Istituto si sono svolte ricerche relative alla ricostruzione della storia tecnologica del libro. Questa opzione è stata ripresa e sviluppata a partire dagli anni Ottanta nel solco di una disciplina – l’archeologia del libro – che si pone come obiettivo la ricostruzione della cultura materiale che ha presieduto alla manifattura del libro antico. Nel corso degli anni i laboratori hanno sempre portato avanti la ricerca sul doppio binario della conservazione preventiva e dell’intervento di restauro vero e proprio. L’attività di ricerca è stata svolta in stretta collaborazione con le principali istituzioni nazionali e internazionali che operano nel settore: dal Consiglio nazionale delle ricerche alle Università, alle organizzazioni internazionali impegnate nel campo della conoscenza e della conservazione del libro antico e moderno.

Nel corso dei decenni l’ICPL ha guadagnato notorietà e prestigio internazionali nel campo del restauro dei beni librari, testimoniati dai sempre più numerosi e significativi interventi, tra i quali ricordiamo i più recenti.

Nell’ultimo anno di attività è intervenuto su 35 carte del Decameron di Boccaccio, rinvenute alla fine dell’Ottocento dall’avvocato Fabio Vitali all’interno di un incunabolo stampato a Ulma nel 1478: le carte, risalenti alla seconda metà del XIV secolo e redatte da una mano coeva al Boccaccio, sono state sottoposte a un particolare tipo di restauro, con l’obiettivo primario del recupero delle aree compromesse dal riuso.

Un altro intervento particolarmente rilevante è stato quello sul manoscritto Piana 3.207 conservato presso la Biblioteca Malatestiana di Cesena, un codice di grande formato, membranaceo, risalente al XIII secolo, riccamente miniato e contenente il Decretum Gratiani.

L’Istituto ha inoltre sempre collaborato all’organizzazione tecnica e normativa e ha svolto un’intensa attività di consulenza per la soluzione dei problemi della conservazione e del restauro nelle biblioteche statali italiane. Ha affrontato problematiche complesse ed emergenze drammatiche: la campagna di lotta contro le infestazioni termitiche, il censimento dei danni causati dai bombardamenti, i crolli e gli incendi, il recupero del materiale danneggiato con l’alluvione di Firenze, gli interventi sui volumi appartenuti a Cesare Pavese danneggiati dall’esondazione del Tanaro (6 novembre 1994).

Ha fatto parte del gruppo di lavoro per la conservazione dei rotoli del Mar Morto ed è stato individuato come responsabile del progetto di recupero dei frammenti membranacei di Corano, risalenti al settimo e ottavo secolo, fortunosamente venuti alla luce nella Grande Moschea di San’;a in Yemen.

BANDI DOCENTI A.A. 2023-2024 RISERVATI PERSONALE MIC

Per l’anno accademico 2023-2024 sono stati pubblicati due avvisi di selezione per il personale docente della SAF prioritariamente riservati al personale dell’ICPAL e del MIC (decreto 20 per le materie teoriche e decreto 21 per le discipline tecniche di restauro).

Scadenza di presentazione domande: 25 agosto 2023.

Contatti: Segreteria didattica SAF

Download disponibili:

Decreto 20 per le materie teoriche

Decreto 21 per le discipline tecniche di restauro

Scuola di Alta Formazione

La principale attività dell’Icpal consiste nella ricerca finalizzata alla conoscenza, alla tutela e alla conservazione dei materiali archivistici e librari appartenenti allo Stato e ad altri Enti pubblici.

La Scuola di Alta Formazione e Studio (SAF) dell’Istituto centrale per la patologia degli archivi e del libro (ICPAL) è un corso quinquennale a ciclo unico, articolato in 300 crediti formativi, equiparato alla Laurea magistrale LMR/02 – Conservazione e restauro dei beni culturali. Il corso abilita alla professione di “Restauratore di beni culturali” in riferimento al profilo professionalizzante PFP 5: Materiale librario e archivistico. Manufatti cartacei e pergamenacei. Materiale fotografico, cinematografico e digitale (articolo 1 del Decreto Interministeriale Mibact-Miur del 25/8/2014).

Al termine del percorso formativo, oltre ad acquisire competenze e manualità garantite da più di 2000 ore di laboratorio di restauro, gli studenti potranno vantare una conoscenza scientifica dei materiali e dei problemi legati alla loro conservazione.

L’obiettivo formativo della Scuola è quello di ottenere una figura professionale che eserciti la competenza acquisita come dimensione soggettiva, risultato di un’esperienza formativa e lavorativa fortemente specializzata e caratterizzante.

A tale scopo i diplomati e le diplomate del corso acquisiranno:

  • le basi storiche, scientifiche e tecniche necessarie all’esercizio della professione di restauratore di beni culturali;
  • una solida preparazione per la pratica manuale;
  • la capacità di ricerca, documentazione e contestualizzazione dell’opera e dell’ambiente che la conserva, anche mediante analisi scientifiche;
  • la capacità di riconoscere le cause del degrado chimico, fisico e biologico e le caratteristiche dei materiali costitutivi;
  • la capacità di progettare gli interventi di restauro e di conservazione programmata delle opere;
  • la capacità di intervenire nelle situazioni di emergenza o di catastrofe, attivando le azioni più opportune;
  • la capacità di collaborare con figure professionali specifiche e di gestire lo staff di lavoro anche sotto il profilo giuridico ed economico;
  • la conoscenza dei principi deontologici e delle ragioni etiche che sottendono alle scelte operative.

Leonardo e i suoi segreti

In occasione della ricorrenza del Cinquecentenario della morte di Leonardo da Vinci l’Istituto centrale per la patologia degli archivi e del libro ha redatto il Progetto Opere di Leonardo nell’intento di effettuare sia diagnostiche tradizionali sia ricerche tecnologicamente avanzate relativamente ai supporti cartacei e alle mediazioni grafiche, agli eventuali restauri, alla verifica dei parametri ambientali e alla valutazione dei parametri temporali e strumentali per un ottimale monitoraggio programmato, la redazione di un protocollo per la movimentazione e l’esposizione in mostra delle opere di Leonardo da Vinci. Gli studi, iniziati da marzo 2018 sui disegni e sul Codice sul volo degli uccelli, conservati presso la Biblioteca Reale di Torino, sono poi proseguiti sui disegni di Leonardo conservati presso l’Istituto centrale per la grafica e sulla Tavola di Camaldoli raffigurante Leonardo, fino ad oggi del tutto sconosciuta. Sono qui riportati i dati innovativi emersi dalle ricerche chimiche, fisiche, biologiche, tecnologiche e dalle acquisizioni multispettrali e da analisi altamente innovative quali l’applicazione della tecnologia di sequenziamento Nanopore, detta anche Sequenziamento di terza generazione, testata per la diagnosi rapida di infezione biologica nei beni culturali. Il notevole sviluppo di queste tecniche permette un approccio per il monitoraggio di beni artistici e culturali basato sul DNA. Le informazioni biologiche cosí ricavate possono fornire un set di dati di riferimento per studi futuri sul singolo oggetto e creare un bio-archivio della sua storia. Durante tutta la durata del progetto, sono state anche realizzate una serie di fotografie attraverso appropriate tecniche di scatto, combinate all’uso di sofisticati software ed elaborati flussi di lavoro (le “multishot images”). Questo insieme di metodologie, la cd. “Computational Photography”, il cui fine è la creazione di una “rappresentazione digitale” del soggetto in grado di fornire rilevanti informazioni non rintracciabili nei singoli scatti, ha permesso di riportare alla luce il presunto autoritratto giovanile di Leonardo presente nel Codice sul volo degli uccelli.

http://www.leonardoeisuoisegreti.beniculturali.it/

Restauro

Il Laboratorio di restauro svolge attività diretta di restauro, formazione e ricerca finalizzata allo studio dell’evoluzione delle tecniche di esecuzione dei manufatti archivistici e librari, alla definizione dello stato di conservazione e dei conseguenti metodi e materiali di intervento. Opera inoltre, in collaborazione con i laboratori scientifici, per la realizzazione di soluzioni e procedure di intervento a carattere sperimentale.

Collabora con importanti istituzioni nazionali e internazionali per la messa a punto di materiali per la conservazione, interventi di restauro su opere che rivestono importanza storico/culturale e complessità esecutiva, si occupa inoltre, di formare di personale specializzato in ambito internazionale.

Collabora con la Soprintendenza Archivistica e Bibliografica del Lazio come supporto tecnico scientifico per il controllo dei progetti esecutivi.

Progetto validazione carta Hanji

Progetto Biblioteca Hertziana (PIC)

Progetto Artemidoro

Progetto Leonardo sperimentazione e restauro Codice sul volo e 13 disegni

Grandi progetti esecutivi

Emergenza sisma

Alcuni esempi di restauri

Libro Sacro di Qaraqosh: il volume è stato segnalato dall’organizzazione FOCSIV Campagna Humanity-Volontari nel mondo – attiva da più anni nel Kurdistan dove, oltre ad occuparsi delle persone, svolge un’operazione di tutela e recupero del patrimonio culturale. In Italia il volume giunge grazie all’attivo interessamento del Ministro per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo, Dario Franceschini. Il manoscritto, datato XIV-XV secolo, era stato individuato nel 2016 da due giornalisti italiani, segnalato all’Arcivescovo di Mosul, mons. Yohanna Butros Mouché e quindi consegnato ai volontari del FOCSIV (presidente Gianfranco Cattai e dott.ssa Giulia Pigliucci). Tale manoscritto venne scelto per diventare il simbolo della rinascita di un popolo e l’esempio del riscatto contro il ‘genocidio culturale’ che si stava perpetrando in quelle terre ad opera dell’ISIS. La città di Qaraqosh o Baghdide, come viene chiamata dai suoi abitanti, fu distrutta e le sue chiese dovettero sopportare la furia dei rappresentanti dell’ISIS che usarono ogni mezzo per tentare di cancellarle.

Il manoscritto, miniato, è uno dei più antichi volumi conservati nella Chiesa della Vergine Maria di Qaraqosh e si salvò perché fu trasferito con altri in un luogo sicuro, un sottoscala nella casa dei sacerdoti, dove rimase per tutto il periodo di predominio dell’Isis nella regione. In Istituto è stato sottoposto ad accurate indagini diagnostiche e a un restauro complesso e minuzioso che ha anche comportato l’utilizzo di metodologie e materiali innovativi e si è avvalso di consulenze e contributi professionali differenti per rispondere alle peculiari esigenze conservative che presentava.

Maimonide, ms. Norsa: si tratta di una delle 28 copie miniate esistenti al mondo de ‘La guida dei Perplessi’, alcune delle quali riccamente decorate ma di cui solo 3 esemplari hanno miniature di dimensioni importanti  (Parigi hebr. 685) e solo 2 di essi hanno delle miniature pertinenti al testo (Bibl. Naz. Copenahagen hebr. XXXVII – sefardita del 1348 e la copia dei Norsa, askhenazita del 1349). Il manoscritto restaurato in Istituto è l’unico ad avere una miniatura a piena pagina che illustra compiutamente il contenuto filosofico e teologico dell’opera.  L’altra miniatura a piena pagina in perfetto stile gotico introduce il lettore all’inizio dell’opera. L’Istituto ha eseguito sull’opera le indagini conoscitive di tutte le sue componenti materiche e ha concretizzato un progetto di restauro peculiare che mantenesse in equilibrio le esigenze storiche e quelle conservative.

Codice sul volo di Leonardo: il nome del codice è dovuto all’argomento dei testi e dei disegni. La stesura del testo sembra risalire all’anno 1505. Nel taccuino si trovano alcuni disegni a sanguigna realizzati prima del testo, che in alcuni casi vengono coperti da questo, e in altri sono lasciati visibili scrivendo lungo il perimetro dello schizzo. Il Codice consta di 18 carte; la coperta, in cartoncino di pasta straccio, presenta sulla prima e quarta di copertina annotazioni di varia natura come la preparazione dei pigmenti o la lista della spesa. Il percorso complesso del Codice tra eredità, sottrazioni, cessioni, espoliazioni e vendita dei singoli fogli ci ha permesso di seguire, anche se in modo discontinuo, il suo cammino e di affrontare l’intervento conservativo nel pieno rispetto della storicizzazione  di tutte le sue componenti materiche.

Papiro di Artemidoro: la storia di questo celebre papiro raccoglie la controversia sull’autenticità del documento. Questo fu venduto nel 2004 dal mercante d’arte egiziano Serop Simonian gallerista di origine armena trapiantato ad Amburgo, alla Fondazione per l’Arte e la Cultura della Compagnia San Paolo di Torino. Non è compito dell’Istituto entrare nella questione dell’autenticità o meno del manufatto ma sicuramente l’intero intervento, scientifico e conservativo, ha rappresentato una sfida sia per la complessità dell’intervento sia per la sua futura valorizzazione (vedi Cecilia Hausmann, Artemidoro, un caso studio).

L’intervento di restauro eseguito sul Papiro di Artemidoro ha rappresentato un’occasione unica di studio del materiale papiraceo, di confronto con metodologie conservative impiegate in passato e di valorizzazione di questa tipologia di manufatti.

Quando si tratta di intervenire su oggetti di tale complessità (storica e materiale) l’approccio multidisciplinare risulta fondamentale per il raggiungimento di un miglior risultato, i dati forniti dalle indagini scientifiche hanno permesso di investigare a fondo la materia portando alla luce nuovi interrogativi, il dibattito con gli storici/papirologi  ha consentito una migliore comprensione delle vicende storiche che hanno riguardato il papiro, così come l’identificazione di particolari di difficile individuazione; mentre il confronto tra restauratori ha permesso l’individuazione delle metodologie più idonee per questo caso studio.

Volume pop-up ‘Astrologia’ di Ottavio Pisani: è ancora in restauro il volume di formato atlantico, conservato presso la Biblioteca Casanatense di Roma, stampato ad Antwerp (Anversa) nel 1613. Si tratta di un’opera pop-up che riporta i dispositivi mobili utili alle ricerche astrologiche e astronomiche. La copia in restauro è una delle due esistenti in Italia (l’altra, colorata, si trova a Firenze nella biblioteca del Museo Galileo Galilei) e rappresenta un nuovo campo d’interesse per l’Istituto che per la prima volta affronta un volume con queste caratteristiche. Tra volvellae e puntatori ci si muove per trovare il sistema più adatto di intervenire sui delicati dispositivi mobili e farli funzionare nuovamente. Il restauro di questo esemplare è stato inserito nel Convegno sui Pop-Up organizzato dalla Fondazione Tancredi di Barolo a Torino per la fine di febbraio 2020 e poi spostato a data da destinarsi per il problema del coronavirus.

Progetto Bad Arolsen- ITS (International Tracing Service): nell’ottobre 2015, a seguito di contatti intercorsi fra l’Icpal e l’ITS, è stato effettuato un sopralluogo a Bad Arolsen nella sede tedesca degli Archivi nazisti che ha dato l’avvio al progetto di collaborazione fra le due istituzioni. In quella occasione, furono sottoposti ad una prima analisi faldoni e registri rappresentativi delle problematiche presenti negli Archivi tedeschi, affinché si selezionasse una ridotta quantità di documentazione da far analizzare in Istituto. Scopo del progetto era quello di esaminare i diversi aspetti materici che compongono la documentazione selezionata, esemplificativa di quella conservata a Bad Arolsen, per proporre, se necessario, eventuali trattamenti conservativi diversi da quelli cui sono sottoposti i documenti in Germania o per verificare la correttezza e l’efficacia dei prodotti e delle procedure eseguite e, infine, per intervenire con i necessari restauri  in un programma di lavoro dal titolo “Un progetto di restauro”.

L’Archivio di Bad Arolsen conserva 30 milioni di singoli documenti, comprensivi di microfilm, filmati e circa 2800 oggetti personali degli internati e rappresenta la memoria tangibile di quanto avvenuto nei campi di concentramento durante il periodo nazista.